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TUTTO CIÒ CHE DEVI SAPERE SUI BANCHI MONOPOSTO A ROTELLE

15/11/2020 06:30

Dott. Angelo Pancaro

Salute e Benessere,

TUTTO CIÒ CHE DEVI SAPERE SUI BANCHI MONOPOSTO A ROTELLE

La scuola di oggi appare profondamente diversa rispetto a quella di qualsiasi altra epoca passata, prossima o remota che sia, per l'adozione di alcune misure...

La scuola di oggi appare profondamente diversa rispetto a quella di qualsiasi altra epoca passata, prossima o remota che sia, per l'adozione di alcune misure igienico-sanitarie che comprendono, tra le altre, anche l'introduzione di banchi monoposto ad agni singolo studente. Tra le varie proposte di modello che ciascuna istituzione scolastica ha avuto la possibilità di scegliere e richiedere era presente, oltre alle classiche sedute standard, anche l'introduzione di sedute didattiche di tipo innovativo: i banchi a rotelle per meglio intenderci! E proprio di questi ultimi ci occuperemo nel seguente articolo.

Analizzandone le caratteristiche è possibile osservare come ciascuno di essi presenti tutte le superifici smussate al fine di prevenire ed evitare qualsiasi possibilità di eventuali traumatismi, una seduta ancorata ad un perno centrale il quale, a sua volta, è fissato su una struttura portante composta da quattro piedi che terminano in una base di forma circolare alle cui estremità è collocato un numero di sei rotelle e, infine, sul perno centrale è previsto un braccio di supporto capace di compiere rotazioni di 360° attorno ad esso e sul quale è presente il piano di lavoro a disposizione dello studente.

Fin quì niente di cui discutere, sembrerebbe, e invece no! Analizzando più attentamente l'argomento è possibile notare almeno tre fattori non totalmente ottimali per la vita dello studente, vediamoli nel dettaglio:

1 - il piano di lavoro, sebbene possa apparire come un capolavoro progettistico moderno, risulterà per forza di cose non totalmente stabile, essendo questo fissato da un solo lato al braccio di supporto e fluttuante dall'altro, per cui nell'ipotesi in cui uno studente volesse poggiarvisi sopra scaricando su di esso buona parte del proprio peso corporeo, rischierebbe letteralmente di spaccarlo in due pezzi con annesso rischio di ferirsi con eventuali parti taglienti generatesi in seguito alla rottura, un caso estremo a dirsi, ma estremamente reale e capace di annichilire la scelta stilistica dell'adozione delle superfici smussate. Non solo, ad eccezione di rari casi in cui il soggetto non sia provvisto di un buon controllo motorio (cosa che lo farebbe precipitare a terra, urtando violentemente contro la superificie rigida del pavimento) sarà molto probabile che lo stesso freni la caduta attuando un meccanismo di difesa che comporta necessariamente una forte contrazione muscolare di tale intensità da poter risultare causa di ipertonie più nello specifico localizzate al livello della muscolatura estensoria della colonna. Ma anche questa sembrerebbe essere una possibilità alquanto remota; ciò che invece appare piuttosto, anzi sicuramente, verificabile è l'attuazione del meccanismo che porta all'inclinazione del piano, condizione che obbliga lo studente a collocarsi in una posizione disequilibrata che asseconda l'orientamento del banco e che lo predispone ad alterazioni di tipo posturale antiestetiche ed algiche, non favorendo l'ottimale sviluppo di un organismo in fase di strutturazione;

2 - la tipologia della seduta è strutturata in modo tale da consentire a tutti quei ragazzi rientranti nella fascia di altezza presa in esame in fase progettuale di collocare i propri piedi a contatto col terreno con angoli di caviglia, ginocchio e anca perfettamente di 90° ciascuno, rispettando le angolazioni idealmente riconosciute dall'ergonomia, e le stesse angolazioni sarebbero approssimativamente rispettate anche per tutti quei soggetti che si trovino in una fascia di altezza leggermente inferiore, poiché avrebbero l'opportunità di poggiarsi direttamente sulla base circolare. Ma cosa accadrebbe nel caso in cui un individuo risultasse nettamente più basso rispetto alla media? Ecco che quì si prospetterebbero due quadri particolari: il primo che vede quest'ultimo protrarsi in avanti nel tentativo di creare un contatto quantomeno con le punte dei piedi, tentativo che predispone la gamba ad assumere un atteggiamento lungo che trascina il bacino in antiversione ed obbliga, per compenso, la fisiologica curvatura lombare ad iperlordotizzarsi; mentre il secondo caso vedrebbe quest'ultimo restare con i piedi sospesi, creando una forte compressione dei dischi intervertebrali ed aumentando le forze interne che si scaricano su tutta la colonna, in particolare sulle ultime lombari (L4-L5 ed L5-S1);

3 - restando nel contesto delle fasce di altezza più basse, il fatto di essere obbligati a restare in contatto podalico con la base circolare o, comunque, di poggiarvisi anche solo per una limitata frazione di tempo nel momento in cui si volesse scendere, ci chiediamo: "cosa accadrebbe nel caso in cui si verificasse una situazione di emergenza?" Cioè è risaputo che la proiezione in avanti del corpo nell'atto di propulsione è data dalla forza restituita dal terreno in seguito a quella generata dall'arto inferiore, così come è altrettanto risaputo che una forza impressa su una superficie mobile farà letteralmente slittare quest'ultima nella direzione opposta, per cui si  presenterebbe come assolutamente reale la possibilità di veder precipitare al suolo uno o più alunni in seguito al tentativo di fuga, rallentando la manovra di evaquazione dell'intera classe e causando all'alunno stesso anche trami fisici. Allo stesso modo ci chiediamo: "dove si riparerebbe un alunno in caso di pericolo di crollo dell'edificio?" Sotto al banco? No, non più!

Ma per concludere in bellezza ci sembra opportuno mensionare nell'articolo anche i classici banchi che da sempre si vedono in tutte le scuole di ordine e grado. Questi, infatti, pur risultando più idonei rispetto a quelli sopra mensionati, comunque non rispettano la variabilità di lunghezza corporea caratteristica di ogni persona poiché è sempre frequente riscontrare ragazzi troppo grandi per poter stare su quelle sedie e che inoltre letteralmente urtano e, tante volte, sollevano il banco con gli arti inferiori.

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Per questo motivo l'accorgimento che ci preme di suggerire ai progettisti e costruttori è quello di prevedere, all'interno o all'esterno dei piedi sia dei banchi che delle sedie, l'installazione di regolatori di altezza anche semplicemente sotto forma di ulteriore prolungamento metallico, in modo del tutto similare a quello che si vede, ad esempio, nelle scale telescopiche.

Ovviamente, però, rivolgendoci in prima persona agli studenti, ci raccomandiamo con loro affinché trattino tutti gli oggetti in dotazione della scuola con rispetto ed accortezza, al fine di consentire a tutti, in particolare ai posteri, una vita scolastica comoda ed  agiata.

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