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GOOD-MORNING, L'ESERCIZIO PIÙ DANNOSO PER LA TUA SCHIENA

09/08/2020 07:30

Dott. Angelo Pancaro

Biomeccanica,

GOOD-MORNING, L'ESERCIZIO PIÙ DANNOSO PER LA TUA SCHIENA

In uno dei nostri articoli precedenti ci siamo occupati degli stacchi da terra, un esercizio piuttosto complesso ma estremamente efficace per...

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In uno dei nostri articoli precedenti ci siamo occupati degli stacchi da terra, un esercizio piuttosto complesso ma estremamente efficace per l'allenamento dei muscoli glutei e ischio crurali. Oggi ci occuperemo di un movimento il cui modello biomeccanico è del tutto uguale ma dal nome differente, il good-morning. La differenza di denominazione deriva dalla diversa collocazione del carico sul corpo, dove nel primo caso, lo stacco, questo si trova nella parte antero-inferiore del tronco, appeso alle appendici superiori che lo trattengono saldamente attraverso una presa (impugnatura) palmare, mentre nel secondo caso, il good-morning, questo si trova nella parte postero-superiore del tronco, poggiato sul trapezio e tenuto saldamente in tale posizione dalle mani che impugnano il bilanciere (la tipologia di carico normalmente utilizzato) attraverso una presa palmare pronata.

A parte questo aspetto va annoverato che le stimolazioni a livello muscolare sono del tutto uguali, richiedendo contrazioni isometriche della muscolaura estensoria della colonna vertebrale e contrazioni isotoniche a carico degli estensori dell'anca (si rimanda all'articolo sugli stacchi per l'entrata in dettaglio).

A questo punto, però, una domanda sorge spontanea: se lo stacco è stato descritto come un esercizio utile e migliorativo del fisico e la sua biomeccanica è del tutto identica a quella del good-morning, come mai quest'ultimo è stato annunciato nel titolo come dannoso?

La risposta è molto semplice: il posizionamento del sovraccarico sulle spalle associato ad una flessione del busto da stazione eretta mette in una condizione di severissima sofferenza la zona lombare della colonna vertebrale la quale si troverà a dover sopportare un carico non fisiologico con un braccio di leva eccessivamente sbilanciato verso quello della resistenza in modo enormemente più massivo rispetto a quello della forza. Inoltre, tale sbilanciamento e, quindi, tale condizione stressante, sarà sempre più marcato tanto più carico si applica alla struttura. Ovviamente tutto ciò si tradurrà, presto o tardi, in una condizione algica che rischieranno di condizionare non solo la vita sportiva del soggetto praticante, ma addirittura quella quotidiana.

Detto ciò appare alquanto scontato il suggerimento di evitare tale tipologia di esercizio al fine di preservare la salute del nostro apparato locomotore, magari sostituendolo con altri movimenti, come appunto può essere lo stacco e non solo, che meglio si adattano al nostro modello biomeccanico.

Ci si allena per protrarre per più tempo possibile il proprio stato di salute in modo da restare più sani e in salute per più tempo possibile, non è utile rischiare di invertire tale tendenza a causa dell'esposizione ad inutili pericoli, anche se questi fossero i più efficaci in assoluto.

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