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EXTRAROTAZIONI DELLA SPALLA - ESECUZIONE CORRETTA

26/01/2020 06:30

Dott. Angelo Pancaro

Biomeccanica,

EXTRAROTAZIONI DELLA SPALLA - ESECUZIONE CORRETTA

Ma quanto sono belli quei personaggi che ogni tanto appaiono in palestra, impugnano due manubri, si posizionano davanti allo specchio ed eseguono le extrarotazi

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Ma quanto sono belli quei personaggi che ogni tanto appaiono in palestra, impugnano due manubri, si posizionano davanti allo specchio ed eseguono le extrarotazioni della spalla lungo l’asse longitudinale dell’omero a braccio flesso e neutro? Da un punto di vista umoristico direi che sono uno spasso impagabile, da un punto di vista tecnico direi invece che sono un abominio e un insulto alle Scienze Motorie e a tutti quelli che fanno ricerca in questo campo.Lo scenario descritto sopra, infatti, seppur presenti le caratteristiche di movimento tipiche degli esercizi di extrarotazione corretti, nella realtà dei fatti è tutta apparenza poiché il muscolo principalmente sollecitato è il bicipite brachiale il quale si oppone isometricamente alla resistenza offerta dal manubrio, mentre i muscoli extrarotatori della spalla (sopraspinato, sottospinato, piccolo rotondo, fasci posteriori del deltoide e capo lungo del tricipite brachiale) si contraggono in assenza di resistenza esterna, inoltre, per tornare nella posizione di partenza, a braccio neutro, sarà necessario contrarre anche gli intrarotatori omerali (sottoscapolare, grande rotondo, fasci anteriori del deltoide, grande pettorale, gran dorsale e capo breve del bicipite brachiale). In parole povere è come eseguire il movimento in assenza di carico. L’unico muscolo sotto carico è il bicipite brachiale!Se invece lo scopo è quello di allenare i muscoli extrarotatori basterà utilizzare piccoli accorgimenti e il risultato sarà quello ottimale, si potrà dunque:

  1. posizionarsi nella posizione di decubito laterale in modo da rendere la gravità ottimale allo scopo (fig. 1-2);
  2. eseguire l’esercizio in posizione ortostatica ma con l’ausilio di cavi (fig.3) o elastici esterni (fig. 4) in modo che la resistenza sia opposta alla forza di trazione del movimento;
  3. eseguire l’esercizio come al punto 2 ma avvolgendo l’elastico attorno alla vita (fig. 5-6) in modo da dare anche uno stimolo propriocettivo all’esercizio.

Il corpo umano è una perfetta macchina progettata dalla natura che però va conosciuta in ogni sua parte. In AtleticAcri prendiamo sul serio tutti gli aspetti dell’allenamento e il benessere della persona.  

 

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